Lettera ai camerati
Martedì, 21 dicembre 2004
Cari Camerati,
l’anno volge al termine ed è quindi giunto il momento di guardarsi indietro e capire cosa abbiamo fatto e come lo abbiamo fatto per poter poi capire cosa vogliamo fare e come lo vogliamo farle.
Da quando il nostro cammino è cominciato le esperienze vissute sono state diverse, positive e negative ma tutte segnate da un unico scopo: servire la Causa, lottare per l’Idea, sacrificarsi per l’Elevazione.
Volantinaggi, riunioni, discussioni, libri, tutto fa parte di un unico sforzo per arrivare a quel traguardo cui tutti noi ambiamo: riportare in auge quel pensiero che noi vediamo come unica soluzione ai mali del mondo, all’economia imperialista che affama le nazioni, al mondialismo che annienta la volontà della persona e che impoverisce lo spirito di ognuno, per riuscire a fermare il multiculturalismo imperante che porta all’appiattimento delle caratteristiche identitarie di ogni singolo popolo, alla cancellazione della Tradizione che è linfa e matrice di ogni persona e non di meno ad odi e risentimenti derivanti dall’impossibilità di far convivere culture e usanze troppo diverse tra loro.
Abbiamo combattuto e combatteremo ancora a testa alta perché siamo e dobbiamo essere fieri di quello che incarniamo e di quello che affermiamo, la nostra è una lotta che deve essere condotta tra la gente e per la gente, siamo l’ultima elitè di guerrieri che ha ancora ben chiaro il traguardo e cioè la formazione di una Nazione e di un’Identità Nazionale libera dal giogo del consumismo e dai mali del ricatto monetario, per questo io vi chiedo di non mollare, ne ora ne mai!
Verranno tempi migliori così come verranno tempi peggiori, tempi più duri in cui ci sembrerà di perdere la vista e di venire resi sordi dalla meschinità del mondo che ci circonda ma sarà proprio in quegli istanti che le nostre gambe dovranno rinforzarsi, il nostro sguardo fissare il sole, le nostre braccia tendersi e le nostre gole urlare "VERSO LA VITTORIA"!
E’ una lotta questa, che richiede Disciplina, Onore, Fedeltà poiché essa si farà sempre più serrata e i nostri ranghi dovranno essere composti da veri Camerati per poterci sostenere l’un l’altro senza paura e senza rimpianti. Non dovrà mai venire meno la voglia di comunicare con la gente perché è nostro dovere contribuire a tracciare il sentiero, è nostro dovere indicare la via che vogliamo percorrere attraverso i passaggi più vari, dovremo infatti batterci per ottenere, tra le altre cose, la socializzazione delle imprese, per annullare la lotta di classe che deteriora la Nazione e quindi il popolo, per la sicurezza nelle strade e nell’animo, per il diritto di creare uno Stato che garantisca un posto giusto per ogni uomo, per un lavoro che garantisca un’esistenza dignitosa e serena per ogni famiglia, dobbiamo lottare per liberarci dal sistema bancario-usuraio tipico delle "democrazie" occidentali, per scrollarci di dosso le menzogne storiche e le bugie che da quasi sessant’anni infamano i nomi di migliaia di eroi morti per quella nostra stessa idea.
Dobbiamo diventare più forti e dobbiamo imparare a sacrificarci di più, ecco cosa vi chiedo per l’anno nuovo, più forti per essere degni portatori della fiamma che mai morirà, più capaci di compiere sacrifici perché il nostro operato è minimo se paragonato a quello di molti dei nostri predecessori.
Voglio che ognuno di noi si alzi ogni mattina con la fierezza nel cuore, con l’orgoglio di poter dire "Io ho dato il massimo per il mio popolo e per i miei Camerati!". La battaglia non si deve arrestare mai, in nessun momento e per nessun motivo, per questo io vi invito a chiedere scusa ai nostri amici, fidanzati/e e genitori dato che forse loro non capiranno e staranno in pena per noi o forse si arrabbieranno e ci denigreranno e noi allora diremo "Scusate, ma dobbiamo condurre una lotta che trascende il nostro essere qui ed ora, che trascende la nostra singola vita, che trascende la convenienza del momento" e se ci prenderanno per pazzi, esaltati o chissà cos’altro noi proveremo a spiegare loro che è una scontro che conduciamo per loro, poiché i nostri cuori s’infrangono a pensare a quanti sacrifici hanno fatto e dovranno fare per sopravvivere in questa vita sempre più cara in cui l’importanza del danaro supera di gran lunga quella del merito e dello Spirito, perché i nostri occhi lacrimano al solo pensiero di dover temere per la sicurezza delle nostre sorelle, figlie, amiche o ragazze se queste si azzardano ad uscire quando il sole è già calato, perché i nostri pugni si serrano nervosamente al pensiero che i nostri nonni, custodi di una saggezza e serenità ormai dimenticate, si devono barricare in casa per paura di vedersi sottrarre tutti i risparmi di una vita ed i ricordi più cari. Noi dobbiamo alzarci ed impugnare le armi che abbiamo a disposizione per gridare che questo mondo ci disgusta e che siamo disposti a proseguire la marcia ad oltranza e a dare l’ultima goccia di sangue per quell’Ideale che si pone come soluzione a questa apocalisse spirituale.
Guardiamoci allo specchio e chiediamoci cosa abbiamo fatto e cosa avremmo potuto fare, dopodiché serriamo i ranghi: ora è il momento dell’azione.
Emanuele Garziera
Federale Provinciale di Como
Movimento Fascismo e Libertà
